Le onde sono nate per infrangersi, ne hanno consapevolezza, non sono come i sogni che svaniscono quando ti svegli. E quando sogni a occhi aperti l’infrangersi del sogno fa male, non al sogno, a te.
I sogni sono immaginazione pura, e per immaginazione intendo un susseguirsi di immagini, una dietro l’altra, un movimento continuo, un film, tanti film, sia che tu abbia gli occhi chiusi, sia che tu abbia gli occhi aperti.
Ma quando quell’immaginazione la riconosci, quando le dai un nome, quando ne acquisisci consapevolezza, è allora che i sogni diventano come le onde. Onde consapevoli, onde che conoscono la loro missione, quella di propagarsi nell’acqua, nell’aria, in ogni spazio. E ogni volta, non sono mai le stesse, perché sanno come comportarsi in base all’ostacolo che si trovano davanti. Sanno se devono rallentare o correre.

Una volta suono, una volta luce, altre volte suoni e colori insieme. E quando le onde si infrangono le conseguenze non sono mai disastrose come quelle che siamo soliti associare a questo verbo. Vale solo per noi. Quando l’onda della luce incontra un prisma, be’ sai bene cosa accade, e intendo sia in termini di fisica che di chimica: colori ed emozioni.
Lo stesso vale per le onde del mare e quelle del suono… Onde consapevoli. Gli ostacoli possono essere di varie forme, di varie sostanze, ma quando esse li incontrano non li vedono come tali, li considerano come opportunità per cambiare, per trasformarsi in meraviglie.