LA TUA IMMAGINAZIONE È PIÙ POTENTE DI QUANTO TU POSSA IMMAGINARE
Ogni essere umano ha una sua storia. Anzi, sarebbe meglio dire che ogni essere umano è storia. Una storia, tuttavia, raccontata da altri…
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Ognuno di noi ha una storia alle spalle, anche tu ne hai una, nel senso letterale del termine. Cammini ogni giorno con il peso della tua storia.
Eppure, è una storia e, poiché è tale, hai la possibilità di cambiarla, persino di riscriverla, perché ne sei l’autore, l’autrice, solo che non lo hai mai saputo. Anzi, fino ad oggi hai creduto che siano stati altri a scriverla per te (famiglia, amici, insegnanti, la società).
Puoi cambiarne i personaggi, i luoghi, puoi cambiare ciò che accade. E se il protagonista – cioè tu – non ti piace, cambialo!
L’immaginazione consapevole
Cosa ti occorre per cambiare la tua storia? L’immaginazione. Pensi di non averne? Non è così, tutti ne siamo dotati, per il semplice fatto che siamo degli esseri pensanti. Pensiamo, sempre, spesso, troppo, ma pensiamo. Cogito ergo sum, diceva qualcuno ( vai alla pagina IL TEOREMA DELL’IMMAGINAZIONE CONSAPEVOLE dove approfondisco meglio questo concetto).
L’immaginazione di cui parlo è un’immaginazione consapevole, una specie di potere che hai già dentro, anche se non lo sai, e che ti porta a raggiungere il benessere a 360 gradi. E allora, come usarla in maniera consapevole? Cambiando, innanzitutto, le parole che usi ogni giorno, perché da quelle dipende ogni cosa, i tuoi pensieri e le tue emozioni. Devi iniziare a raccontarti una storia diversa da quella che sei solito raccontarti e diversa da quella che altri ti hanno raccontato.
L’intelligenza artigianale
L’intelligenza artigianale sfrutta l’immaginazione in maniera consapevole, utile per raggiungere la migliore versione di te stesso, nelle tue infinite sfumature. È l’essenza di ogni essere umano, che lo rende unico, originale e, soprattutto, insostituibile. Risiede nel bambino che è in te e che si è addormentato quando ha creduto di essere cresciuto. Questo bambino rappresenta l’origine della tua creatività, che hai solo bisogno di sbloccare, o meglio, di risvegliare (leggi Il bacio della consapevolezza e il bacio del risveglio).
Benessere come verbo
Benessere per me non è un sostantivo, perché il sostantivo, in quanto tale, “sosta”. Benessere è un verbo, perché il verbo è azione, movimento. E il primo passo da fare per benessere è… fare un primo passo, letteralmente. Prima un piede, poi l’altro… muoversi, camminare lungo la Via delle Sfumature, per giungere poi al civico 360, la meta.
Trecentosessanta è la gradazione dell’angolo giro – sappi che per me la matematica è un’opinione, anzi, per l’esattezza una metafora -, l’ampiezza che consente di guardare in ogni direzione senza limiti. Cioè, ti basta… “girare l’angolo” della solita strada che percorri tutti i giorni, imboccare la Via delle Sfumature e dirigerti verso la migliore versione di te, che si trova proprio a quel civico 360. Girare l’angolo vuol dire che da un momento all’altro puoi cambiare prospettiva, dare un significato diverso alle cose e rompere gli schemi – solo quelli, mi raccomando!-.
Corpo, mente, cuore e anima si fermano a 180°. Ma se prendi un po’ l’uno, un po’ l’altra, e un po’ l’altro e l’altra ancora, e li svisceri, li frammenti in tante sfaccettature, mescolando il tutto, ne ricaverai tante colorate “sfumature”, raggi di luce che hai emesso alla nascita, insieme al tuo primo vagito.
Benessere, un verbo da coniugare con la tua vita. Girare l’angolo come un angolo giro. Ho stravolto la grammatica e la matematica, lo so, ho rotto degli schemi. Ed è questo ciò che accade a chi percorre la Via delle Sfumature: un rompimento costante di… schemi.
E invito anche te a fare lo stesso. Sfùmati, spogliati dell’armatura rigida che ti ha dato la società, e riemergi dalla massa, distinguiti e diventa abilmente diverso.
Perché Abilmente diversi?
Se vai a leggere la mia storia, capirai perché ho coniato questo termine. Lo devo a mio figlio Christian, che è abilmente diverso.
Da quando è entrato a far parte della mia vita ho riflettuto molto sul concetto di normalità. Normale viene dal latino normalis, e vuol dire squadra, uno strumento che serve a misurare gli angoli retti. Quindi, normale vuol dire conforme alla squadra, o perpendicolare.
Adesso prendiamo la parola disabile: il prefisso –dis indica una negazione, una mancanza. Quindi, dis-abile vuol dire persona priva di abilità, e per questo considerata “diversa”, non perpendicolare, non normale.
Da disabile, poi a diversamente abile, per includere i diversamente abili nell’Uni-verso dei Normali.
tuttavia, per me l’inclusione funziona al contrario. Da diversamente abile ad abilmente diverso. Sono i Normali che, se vogliono, possono essere inclusi nel Di-verso degli Abilmente diversi.
“Abilmente diverso” è un termine che porta a un’azione, a un fare al fine di distinguersi. Ci vuole impegno, allenamento e volontà per essere diversi, per distinguersi dalla massa. Ci vuole abilità. Ed essere abilmente diversi è una scelta di vita.
Mio figlio fa terapia, spesso per i disabili è prevista, ma io sono dell’idea che tutti abbiamo bisogno di terapia. Stacchiamoci per un attimo dal concetto di terapia legato a quello di malattia.
Terapia è qualsiasi cosa ci aiuti a stare bene. Io qui la chiamo terapia del fantastico, in quanto ho scoperto il potere terapeutico dei libri – e non mi riferisco solo alla passione per la lettura -. I libri sono una fonte di benessere perché contengono parole-cura, frasi-cura sotto forma di messaggi che ci arrivano dal presente e dal passato.
Esci dall’Uni-verso.
Entra nel Di-verso.
Cos’è la terapia del fantastico?
Mercoledì Addams è una “stramba”. Harry Potter un mago incompreso dai Babbani. Frodo un Hobbit, piccolo e basso con i peli sui piedi. Peter Pan un eterno bambino… Tutti diversamente abili, o forse sarebbe meglio dire “abilmente diversi”.
Nei regni fantastici tutto è “normale”, e se in principio non lo è, presto lo diventa. È normale volare, è normale sparire, è normale trasformarsi, è normale non essere normali.
“Non può esistere la fantasia senza un briciolo di realtà; non può esistere la realtà senza un pizzico di fantasia. È quel briciolo che dà sostanza; è quel pizzico che dà sapore.”
La terapia del fantastico, con riferimento ai libri, prende il nome di Lettera”cura”(da’ un’occhiata a Biblion – Libri e Lettera”Cura”).
Ma cos’è la terapia? Non è altro che allenamento, esercizio. Quindi, allenati a rompere gli schemi, a cercare gli angoli da “girare”…
I limiti sono punti di forza.
Sta a noi riconoscere e accettare i nostri punti deboli, i limiti, perché solo così questi potranno diventare punti di forza, che ci permettono di trasformarci in militi, guerrieri che affrontano la vita, che rompono gli schemi dell’Uni-verso, per creare il Di-verso. Ed è qui che si trova la Via delle Sfumature.
Lungo questo percorso imparerai a raccontarti la tua storia. Riscriverai la tua storia, giocando con le parole, inventandone di nuove, cambiandone i significati.
Per chi è La Via delle Sfumature?
Per tutti coloro che vogliono distinguersi dalla massa. Perché tutti possiamo diventare Abilmente Diversi.
La diversità è una scelta.
“I salti di qualità puoi farli in avanti e anche indietro. Infatti, non sempre è errato tornare indietro. Puoi farlo per prendere qualcosa che hai dimenticato, o per tornare sui tuoi passi che reputi essere migliori rispetto agli ultimi, oppure puoi tornare indietro per lasciare lì alle tue spalle qualcosa di cui non hai più bisogno, o che ti ostacola nel tuo avanzare. O, ancora, puoi tornare indietro per risvegliare il bambino che sei e che si è addormentato quando hai creduto di essere cresciuto”.
Citazione di un Cavallo degli Scacchi
