N-AI L'INTELLIGENZA ARTIGIANALE

Episodio 6 – La sottile arte di complicarsi la vita

Oggi ti parlerò del potere negativo della mente, sì, perché la tua mente ha il potere di ingannarti con i suoi film che trasmette ogni giorno, facendoti vivere una realtà distorta, una realtà che assomiglia spesso al tuo passato o a un futuro disegnato da una matita particolare che di marca fa “ansia”. È una matita che disegna da sé, tu la impugni e credi di essere tu a disegnare. Ma è solo pura illusione. È lei a guidare, lei a tracciare ogni segno, e finché non te ne rendi conto, continuerà a farlo.

Ora, la matita disegna le scene di un film che viene proiettato sul grande schermo della tua mente. Ti trovi al multisala Cine Mind planet. Te ne stai lì seduto su una poltrona in attesa che trasmettano un film che credi di aver scelto, ma che in realtà ti hanno imposto. Horror, thriller, gialli, questi sono i generi che vengono trasmessi in questo multisala, non ce ne sono altri. Quindi, tu credi di aver scelto il film, ma alla fine è la fabbrica che produce matite l’autrice di tutto, la fabbrica “ansia”. Un po’ come accade in 1984, scritto da Orwell. Lì si parla del Grande Fratello, non la trasmissione TV, ma quel grande occhio che osserva e controlla te in ogni tuo impercettibile gesto. Nella tua mente accade lo stesso. C’è un grande occhio che ti controlla, che ti domina, e che ti lascia credere che sia tu a guidare la baracca. Ma non è così, per questo devi risvegliarti e aprire l’altro occhio, il terzo, o il quarto, o il quinto o il sesto, dagli il numero che vuoi, ma è quell’occhio che ti permette di vedere oltre l’invisibile. E quando lo apri ti accorgi che è tutto al contrario, il mondo in cui vivi, la realtà e la tua mente. Per farlo, devi sbloccare la tua intelligenza artigianale.

Adesso ti spiego un attimo come funziona la tua mente. Io la chiamo Mente Bassa. Quando ti trovi ad affrontare particolari situazioni che sei solito chiamare problemi, nel cercare soluzioni a essi, ti addentri in pensieri che danno vita ad altri pensieri, in un groviglio di parole, immagini, suoni che si manifestano nella tua mente come una grande matassa da cui poi ti risulta difficile uscireI film di cui ti parlavo prima. Cum plicare, arrotolare insieme, questa l’etimologia della parola complicare, verbo strettamente correlato all’essere umano e al suo agire, perché l’arte di complicarsi la vita è tipica dell’essere umano. Ti risulta semplice complicarti la vita, tanto quanto ti viene complicato semplificartela. Come? Con il pensiero, sempre e solo lui!

Il tuo pensare è paragonabile a un fiume in piena che scorre inarrestabile nella tua mente, fiume che ti fa ammalare, che ti fa vivere nell’ansia, ancor prima che questa si manifesti. Be’, viene un po’ da ridere, no? Vivi costantemente nella preoccupazione di ciò che potrebbe essere, visualizzando in anteprima come potrebbe verificarsi questa o quella situazione. Poi, alla fine, questa si realizza in tutta serenità, così che ti sei preoccupato per niente. Ancora film! Preoccuparsi, vuol dire, come dice la stessa parola, occuparsi prima (pre) di una situazione che non esiste ancora, e cui tu, invece, attribuisci una natura molto simile a quella di un ostacolo o di un problema. Quindi, provi ansia per qualcosa che ancora non esiste, dimenticandoti dell’unico momento che invece esiste, che è il presente, l’unico luogo temporale in cui vivi.

Respiri qui e ora, tocchi qui e ora, gusti qui e ora, senti qui e ora, vedi qui e ora. Eppure, quante volte te ne accorgi? Quante volte fai caso a ciò che mangi? Quante volte ti rendi conto dell’aria che entra ed esce dai tuoi polmoni? Non ti capita di percorrere ogni giorno la stessa strada, per anni, e di passare davanti a un albero, o a un negozio di cui non ti sei mai accorto prima? Questo accade perché la tua attenzione è tutta focalizzata su un altro tempo, che è passato, futuro o condizionale. Questa è l’arte di complicarsi la vita, e ciò accade perché sei solito scambiare il presente con la realtà, quando, invece, c’è una grande differenza.

La realtà è quella che tu crei con la tua mente, con pensieri ed emozioni rivolti al passato e al futuro, mentre il presente è un’altra cosa, un mondo che sembra irraggiungibile: il mondo che circonda la tua anima, a partire dal tuo corpo.

Normalmente vivi nella tua realtà, ognuno ha la sua, e in questa realtà vorresti raggiungere determinati obiettivi, acquisire nuove capacità. Solo che, come ho detto, vivere la realtà vuol dire stare troppo nel passato o nel futuro, il che significa, a sua volta, che nella realtà di ciascuno il tempo non basta mai, è sempre limitato.

E come faccio a riconoscere che sto vivendo la mia realtà anziché il mio presente? Mi chiederai. Primo, perché senti un’inquietudine interiore che ti spinge sempre a correre per recuperare il tempo che non ti basta mai e, secondo, perché ti lamenti. Spesso ti lamenti per qualcosa che hai da fare nel presente perché non coincide con quello che vorresti fare nella tua realtà, e che consideri come una perdita di tempo che ti allontana da questa, dall’acquisizione di tue nuove abilità.

Eppure, vivendo il presente, si vive con serenità, e non esiste più quell’inquietudine, quell’ansia, quella fretta, quella corsa, che caratterizzano le realtà di tutti. Quando non vivi il presente, ti stressi di più.

Nel tuo unico luogo temporale che è il presente, invece, tutto è semplice, e il tempo si dilata. Nel qui e ora, il tempo basta sempre, perché è sempre quello giusto. Mi trovo nel posto giusto al momento giusto? Oppure sono nel posto giusto, ma nel momento sbagliato? O nel posto sbagliato, ma nel momento giusto? Queste sono le domande che affollano la tua mente, una mente che non è nel presente.

Se vivi il presente, invece, non avrai più alcun dubbio sul fatto che l’unico momento giusto sia ora, non dopo o prima. Non poco fa o fra poco. Nel presente ogni cosa ha il suo tempo, perché il presente è eterno.

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