N-AI L'INTELLIGENZA ARTIGIANALE

Episodio 4 – Di parole e libri

Ci sono parole che colpiscono e parole che si scolpiscono.

Le prime, se ti limiti a leggerle, restano solo belle frasi.

Le seconde, se ti azzardi a viverle,

ti restano dentro.

Un altro mio nome, oltre a Nai, è Libra. Libra come il mio segno zodiacale, Libra come libera, e Libra come libro al femminile. Quando ero piccola, amavo talmente leggere che volevo imparare a memoria i libri, e li memorizzavo, sì, anche se non andavo oltre la prima pagina, ma il mio desiderio di voler a tutti i costi entrare tra le pagine, insinuarmi tra le righe e infilarmi nelle storie era così forte che, col tempo, mi ha portata a diventare un libro a tutti gli effetti. E libro, sì, eccome se libro, tra storie, immaginazione e parole. Librare è la mia parola d’ordine, e avere un letto a forma di libro un altro mio obiettivo. Un «libro-letto».

E i libri, sempre loro, con il loro profumo, la loro forma, il loro suono tutto da sfogliare, sono stati e continuano a essere per me oggetti dotati di magia: portali verso mondi sconosciuti, tappeti volanti tra i sogni, psicologi che mi hanno aiutata nei momenti più difficili. Fino a oggi, che ho imparato a scriverne di miei per esprimere tutto quello che ho dentro. Non mi è mai piaciuto avere un diario, non sono mai stata capace di scriverne, forse perché è sempre stato strano per me parlare… di me. Così ho iniziato a raccontare di altri, di personaggi inventati che altro non erano che me in un’altra forma.

Oggi si vendono tantissimi libri che ti insegnano ad affrontare la vita, a gestire le emozioni, in una parola: a vivere. Ora la domanda è: ma servono davvero i libri per riscoprire la migliore versione di te stesso? Servono davvero libri, e quindi autori, perfetti sconosciuti e pure conosciuti che si trovano all’esterno, per raggiungere la parte più interna, più intima, più profonda di te stesso? La risposta è sì, e non solo! Tutti i libri, non solo i saggi, ma anche – anzi, oserei dire, soprattutto – quelli di narrativa. Parlo dei romanzi, sì, ma anche dei racconti, persino delle fiabe e mettiamoci anche le favole. Ognuno di questi libri ci aiuta a crescere. Lo so, non sto dicendo nulla di nuovo. Eppure, c’è qualcosa che vorrei precisare. Nasci su un pianeta in cui esistono altri miliardi di essere come noi, esseri con cui sei “costretto” a interagire. Gli esseri umani interazione costante, e così come possono distruggersi a vicenda, possono anche aiutarsi e amarsi reciprocamente. Strano, molto strano, ma possibile. E riguardo gli autori dei libri, ogni autore ha qualcosa da dirti, da comunicarti, anche attraverso storie inventate, anzi, soprattutto attraverso le storie inventate. Che poi, non sono mai del tutto inventate, perché all’interno di esse ci sono sempre pezzetti di storia personale dell’autore. Leggere tanti libri non vuol dire raggiungere la migliore versione di se stessi in maniera automatica. Hai letto 50 libri in un mese? Bene, eccoti la tessera della tua migliore versione. Diciamo che non funziona proprio così.

Nella frase con cui ho aperto questo capitolo, ho parlato di azzardarsi a vivere ciò che si legge. Vivere vuol dire muoversi, viaggiare. Azzardarsi a vivere ciò che si legge, vuol dire avere il coraggio di mettere in pratica ciò che si legge, sì, ci vuole coraggio e, soprattutto, volontà. Se ti iscrivi in palestra, c’è un coach che ti segue e ti dice cosa devi fare per rassodare i muscoli del tuo corpo. Ti assegna degli esercizi specifici da fare tot. volte per tot. giorni. Impari bene la teoria, sai come svolgere quegli esercizi, ma sai anche che se non ti alleni non raggiungerai quei risultati.

Ora, leggere o ascoltare belle frasi, frasi che tu illuminano, frasi che condividi pienamente, ti fa bene al cuore, vero. Solo che poi, te ne dimentichi. Non è colpa tua, non è colpa di nessuno. Be’ certo, si potrebbe fare qualcosina in più. Allenarsi, per esempio, e lo ripeto, allenarsi anche quando la mente tende a procrastinare, a trovare scorciatoie e scuse per farti rimanere nel comfort di una zona che ha creato appositamente per te.

Ma cosa vuol dire raggiungere la migliore versione di se stessi? L’abbiamo già detto nel precedente episodio: vuol dire arrivare alla consapevolezza di ciò che si è, avere, cioè, la capacità di guardarsi dall’alto e dall’esterno, ricordi? Vuol dire comprendersi. No, non è scontato, non è affatto semplice comprendere se stessi, quindi, figurati com’è comprendere gli altri!

La tua persona, intesa come corpo, mente, spirito (o essenza, o anima, come la si voglia chiamare), va allenata sotto tutti i punti di vista. Quindi, oltre al corpo, occorre allenare la mente, l’anima, l’essenza, lo spirito, le tue infinite sfumature, che ti distinguono, non solo dagli altri esseri viventi, flora e fauna incluse, ma anche dalle intelligenze artificiali. Quindi, sta a te allenarti per diventare abilmente diverso, per diventare abile nel distinguerti dal resto del mondo, Esci da questo Uni-verso, ed entra nel Di-verso!

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