
Cosa sono le coordinate della felicità? Be’, innanzitutto, le coordinate esistono per guidarci, per condurci verso un luogo ben preciso, quindi, verso una meta. E in genere, la felicità è considerata come una meta, come una destinazione da raggiungere. Eppure, l’esperienza di Gianluca ci insegna che la felicità non è la meta, non è la destinazione del viaggio, ma è il viaggio stesso che fai seguendo le coordinate dettate dal cuore.
Il libro di Gotto è un percorso che ci fa comprendere cosa significa “venire al mondo”. Venire al mondo è sinonimo di nascere, e spesso identifichiamo il luogo di nascita con il paese o la città in cui siamo stati partoriti, paese o città che riconosciamo anche come “casa”. Ma “venire al mondo” significa nascere in una realtà ben più grande: il pianeta Terra, la nostra vera casa.
Gianluca parte dalla piccola realtà di una città come Torino, per arrivare a considerare “casa” il mondo. Con Claudia, la sua compagna, si sposta da un luogo a un altro, da una “casa” all’altra.
Non è stato facile per loro intraprendere questo cammino, perché non è semplice comprendere le coordinate della felicità, soprattutto quando siamo immersi in una società che ci dice cosa sia più giusto per noi. È giusto avere una laurea, avere un posto fisso, una casa, una famiglia, dei figli… eccetererrima.
Gianluca e Claudia hanno spiccato il volo verso il mondo, hanno percorso la strada della libertà, una strada non priva di ostacoli.
“Al sentiero battuto e senza sorprese, avevo scelto una stradina secondaria, che passava da mille ostacoli e pericoli, ma che offriva viste mozzafiato”, scrive Gianluca.
Dubbi, ripensamenti, fallimenti. Lui e Claudia sono anche tornati indietro, perché forse era giusto così. “E se avessero ragione gli altri?” si chiedevano.
Si chiamano schemi quelli che ci vengono imposti dalla società, dalla mentalità, dalla tradizione, dai modi di dire, dai proverbi, dalle consuetudini, dalla gente che ci circonda. E quando li rompiamo, spesso ci fanno venire i sensi di colpa. Perché gli schemi vanno rispettati, replicati e possibilmente trasmessi di generazione in generazione. E guai a uscirne fuori! Se rompi gli schemi, rompi tutto, scatole comprese, quelle delle persone che avevano dei progetti per te, che ti immaginavano in un certo modo – il loro –, o che speravano che anche tu seguissi le orme – sempre loro – lasciando le tue, così da creare un sentiero, l’unico, da percorrere nei secoli.
Di sentieri, invece, ce ne sono tantissimi quando segui le coordinate dettate dal cuore, e si diramano verso svariate e innumerevoli direzioni, e ognuna ha una sua felicità.
“Le coordinate della felicità” è un libro che sa di libertà, quella vera, fatta di albe, di tramonti, di mare, di natura, di culture e cibi diversi. Libertà, quella vera, che sa di piccole cose, di semplicità. Libertà, quella vera, che sa di nuove terre, di nuovi mondi. Libertà, quella vera, quella che hai già nel cuore e che devi solo… liberare.
“Sentivo che solo ragionando fuori dagli schemi, avrei potuto vivere fuori dagli schemi”.