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Oggetti magici nel fantasy

Ammettilo. Almeno una volta nella vita – e sicuramente anche di più – avrai desiderato di spiccare il volo e osservare il mondo dall’alto, di renderti invisibile, di trasformarti in una tigre, in un sasso, o persino in un’altra persona; di immobilizzare o pietrificare qualcuno che non sopporti, di vedere oltre il visibile, di teletrasportarti da un luogo a un altro, di parlare con chi non c’è più, o addirittura
di distruggere qualcosa… nel Bene o nel Male.
Di epoca in epoca, il desiderio della magia ha sempre accompagnato l’essere umano, e continua a farlo ancora oggi.
E questo desiderio viene espresso da secoli attraverso le storie, parole su parole rese eterne dai libri. Ed è questo ciò che rappresentano i romanzi fantasy. In essi troviamo tutti gli strumenti che ci
permettono, attraverso i personaggi, di essere “magici”: la bacchetta magica, in primis, ma anche altri oggetti, soprattutto gioielli, come anelli, collane, pietre preziose, corone… e parole. Le parole accompagnano quasi sempre gli incantesimi, anzi, sono esse stesse incantesimi. Spell, in inglese vuol dire sia “sillaba”, sia “incantesimo”. C’è bisogno di Formule magiche per far “funzionare” gli
oggetti, perché solo così essi acquistano valore. E quindi, di conseguenza, sorge anche la necessità di dare loro un nome…

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