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A mio figlio abilmente diverso. Lettera n. 5 – Della sottile arte di non essere compresi

Allora, bimbo mio – sì, lo so che le lettere devono iniziare con “Caro” o roba del genere, ma io, come sai, sono una che rompe, gli schemi intendo.

Dunque, come sai, gli essere umani per comunicare tra loro non usano solo le parole – menomale? purtroppo? non saprei. Esistono, infatti, anche le espressioni facciali, meglio conosciute come “smorfie” (“emoticons”, per le smorfie virtuali. Nome figo, sì, ma sempre di smorfie si tratta).

Devi sapere che c’è una smorfia per ogni emozione, e ogni giorno ce ne facciamo e ce ne inviamo di tutti i tipi e di tutti i colori.

Ma c’è una smorfia in particolare di cui voglio parlarti oggi, ed è quella che in genere si fa quando si guarda qualcuno con un sopracciglio alzato, a volte accompagnato anche da una distorsione della labbra, cosa che, da un punto di vista fisico, non proprio tutti riescono a fare come si deve – per non parlare dell’estetica!

Ci capita di essere guardati in questo modo, anche se tu non te ne ne rendi mai conto, e beatissimo te!

E vuoi sapere perché ci guardano così? Perché tu, bimbo mio, non parli, vero, ma ti fai sentire eccome! Bene, ad alcuni, questo tuo farti sentire dà fastidio – mmm, meglio non commentare questo punto… Mi limito solo a ribadire che la normalità non esiste per nessuno…

Ma torniamo alla smorfia col sopracciglio alzato. Per molto tempo, non mi è stata indifferente, e per questo ne ho sofferto. Sulle metro, per strada, in aereo, quando qualcuno ti faceva quella smorfia lì, io iniziavo a sudare, cercavo di tapparti la bocca, davo spiegazioni, mi scusavo…

Ma a un certo punto, o ti girano da sole, o te le fanno girare, oppure sei tu che un giorno decidi di fartele girare, e pure in senso antiorario. E io ho optato per l’ultima.

Mi sono detta: “Ma davvero devo stare male per ciò che pensa la gente?”. I problemi, come li chiamano i “Normali”, sono loro a crearseli, non noi. Sono i “Normali” a complicarsi la vita. Se solo smettessero di essere normali, se solo imparassero a vedere il mondo come lo vediamo noi, tutto sarebbe più semplice. Perché a noi abilmente diversi piace la semplicità.

E c’è una formula per questo, la formula della semplicità: «Ecchissenefrega». Ho iniziato a pronunciarla spesso e… magiaaa! In pratica, ho iniziato anche io a fare come te. Tu fai «wi wi» e saltelli, anche io faccio «wi wi» e saltello. A voce alta davanti a tutti? Sì, a voce alta davanti a tutti!

Ecchissenefrega!

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