{"id":1268,"date":"2025-06-18T20:31:25","date_gmt":"2025-06-18T18:31:25","guid":{"rendered":"https:\/\/laviadellesfumature.it\/?p=1268"},"modified":"2025-08-20T11:27:49","modified_gmt":"2025-08-20T09:27:49","slug":"a-mio-figlio-abilmente-diverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laviadellesfumature.it\/?p=1268","title":{"rendered":"A mio figlio, abilmente diverso. Lettera n. 1 &#8211; Di strane creature."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Caro <a><\/a>bimbo mio,<\/p>\n\n\n\n<p>Forse continuer\u00f2 a chiamarti cos\u00ec per tutta la vita, non so, spero di no, o forse s\u00ec\u2026 Ma \u00e8 proprio per questo che ho deciso di scrivere a te, perch\u00e9 sei quel che sei. E, credimi, \u00e8 raro trovare persone come te qui in giro, perch\u00e9 quasi nessuno \u00e8 com\u2019\u00e8, autentico e puro.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimanere quel che si \u00e8 non ha niente a che fare con la crescita, ma con l\u2019interazione che si ha con il mondo. &#8220;<em>Venire al mondo<\/em>&#8220;, infatti si usa dire, cio\u00e8 venire a contatto con altri miliardi &#8211; non tutti, e menomale &#8211; di esseri umani. E quando si interagisce con gli altri, vuoi o non vuoi &#8211; di pi\u00f9 la seconda &#8211; si cambia, perch\u00e9 gli altri sono fonte di ricchezza e anche di povert\u00e0, tra emozioni &#8211; le pi\u00f9 svariate e impensabili -, stress &#8211; il pi\u00f9 delle volte, gioia &#8211; anche se ci si lamenta sempre di non averne mai una, &#8211; sofferenza &#8211; cos\u00ec tanta che la gente pensa di essere nata solo per quella -, e poi, follia, tanta follia che, per\u00f2, quando \u00e8 sana non fa mai male.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivo a te perch\u00e9 sono sicura che tu sia l\u2019unica persona che possa comprendere ci\u00f2 che voglio dire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se hai notato in questi ultimi dieci anni, cio\u00e8 da quando sei qui tra noi umani, come siano soliti affrontare la vita queste strane creature che ti circondano. E per tanti anni, tra loro, ci sono stata anche io, fino a quando non sei arrivato tu. All\u2019inizio non sono stata in grado di capirti subito. Sembravi un bambino come tutti gli altri, e invece\u2026 E invece, il tuo essere abilmente diverso mi ha spiazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai cosa vuol dire essere abilmente diversi in un mondo in cui tutti vogliono distinguersi facendo, comportandosi, vestendosi e parlando tutti alla stessa maniera? Esatto, il paradosso di ogni barzelletta &#8211; esiste? -. C\u2019\u00e8 davvero tanto da ridere, e io sto continuando a farlo, perch\u00e9 a un certo punto ho capito che \u00e8 questo il miglior modo di vivere la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche io facevo parte di quella massa di gente, ma tu mi hai salvata. Anche io, come mi ha insegnato quella folla l\u00e0 fuori, credevo che tu, il tuo essere diverso, fosse un ostacolo per la mia vita, un limite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto, adesso la tua vita \u00e8 cambiata. Dovrai dedicarti totalmente a lui\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSicuramente sei una donna forte!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE come pensi di lavorare? Non sar\u00e0 facile trovare lavoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai quante persone mi hanno detto queste cose? E la mia reazione a queste affermazioni \u00e8 sempre stata quella del lamento. Il lamento \u00e8 quella cosa che ti parte dalle viscere &#8211; il pancino, per intenderci &#8211; e poi sale su, passa dalla gola sotto forma di mugugno, un mugugno che sembra quasi un canto, ma poi, all\u2019improvviso cambia strada, prende completamente un\u2019altra direzione e inizia ad assumere toni che suscitano, in chi ascolta, la voglia di trovarsi ovunque e in un altro tempo, tranne che l\u00ec in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una caratteristica tipica degli esseri umani, e anche io ne ho fatto esperienza. Ora, bimbo mio, io a quelle parole ci credevo. Le assorbivo, una a una, e pian piano diventavano mie. Vedi? \u00c8 cos\u00ec che nascono le credenze &#8211; con tanto di mensole e vetrina -; \u00e8 cos\u00ec che nascono i limiti. E nemmeno ce ne accorgiamo, avviene tutto in maniera naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come posso spiegarteli? Dunque, il limite \u00e8 come un recinto, quello dove in genere si riuniscono le pecorelle, anche se in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 simile alle sbarre di una cella di un carcere &#8211; ma tu non hai idea di cosa sia, menomale, e quindi, rimaniamo sul gregge. Ora, mentre il recinto viene costruito dai pastori, i limiti siamo noi esseri umani a costruirli, e ognuno li costruisce per s\u00e9 e, di conseguenza, anche per gli altri. Tutti vogliamo essere liberi, eppure tutti ci chiudiamo nei nostri recinti. Assurdo, vero?<\/p>\n\n\n\n<p>In inglese la chiamiamo &#8220;<em>comfort zone<\/em>&#8220;, una zona in cui ci si sente, appunto, confortati, protetti, lontani da novit\u00e0 che potrebbero sconvolgere l\u2019esistenza. Anche se poi, \u00e8 in quelle novit\u00e0 che si nasconde la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, anche io vivevo in quella zona l\u00ec, una zona grigia e puzzolente, piena di pensieri flaccidi, di emozioni fiacche e ingobbite, credendo che tutto ci\u00f2 che veniva dall\u2019esterno fosse vero. Eh, bimbo mio, non tutto ci\u00f2 che viene dall\u2019esterno corrisponde alla verit\u00e0, anzi, quasi nulla, ma non perch\u00e9 qualcuno abbia deciso di nascondercela &#8211; be\u2019, forse un pochino anche quello -, ma perch\u00e9 ogni essere umano su questo pianeta ha una sua testa e quindi, pensa, pensa e pensa.<\/p>\n\n\n\n<p>Smetter\u00e0 mai di farlo? Eh no, mi sa proprio di no, salvo rare eccezioni. E tu sei tra queste. Beato te che non pensi e, bada bene: il fatto di non pensare \u00e8 segno di grande intelligenza. Invece, noi esseri <em>&#8220;non abilmente diversi&#8221;<\/em>, cosiddetti &#8220;<em>normali<\/em>&#8221; &#8211; e sul concetto di normalit\u00e0 ci torneremo -, siamo orgogliosi di questa nostra grande capacit\u00e0 di pensare, perch\u00e9 ci permette di riflettere, di trovare soluzioni, di costruire, solo che questa parola \u00e8 cos\u00ec tanto usata e abusata che adesso ha acquisito vari significati.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Avere dei pensieri<\/em>&#8220;, non vuol dire pensare, ma vuol dire essere preoccupati. Anche &#8220;<em>stare in pensiero<\/em>&#8221; vuol dire avere delle preoccupazioni. Insomma, il termine pensiero \u00e8 spesso associato a quella che suole essere l\u2019attivit\u00e0 tipica di ogni essere umano: tenersi la mente occupata in anticipo e con tanto di ansia su una determinata situazione. In altre parole, gli esseri umani sono dei grandi registi che ogni giorno creano dei film mentali ambientati nel passato o nel futuro, quasi mai nel presente &#8211; e togli il &#8220;mai&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa cosa dici? Le mie preoccupazioni sono nel presente\u00bb. Mi \u00e8 stato detto. Il fatto \u00e8 che &#8220;sembra&#8221; che siano nel presente, ma in realt\u00e0 riguardano o un momento appena passato, magari di qualche minuto fa, oppure qualcosa che dobbiamo fare fra poco, quindi, nel futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il presente non coincide con il giorno di oggi, bens\u00ec &#8211; che bello il &#8220;bens\u00ec&#8221; &#8211; con l\u2019attimo, qui, adesso. Tu sai di cosa parlo, vero? Lo sai benissimo perch\u00e9 tu vivi il presente, sei presente nel presente e solo in quello. Passato e futuro, non esistono per te&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>(Continua&#8230; forse&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro bimbo mio, Forse continuer\u00f2 a chiamarti cos\u00ec per tutta la vita, non so, spero di no, o forse s\u00ec\u2026 Ma \u00e8 proprio per questo che ho deciso di scrivere a te, perch\u00e9 sei quel che sei. E, credimi, \u00e8 raro trovare persone come te qui in giro, perch\u00e9 quasi nessuno \u00e8 com\u2019\u00e8, autentico e puro. Rimanere quel che si \u00e8 non ha niente a che fare con la crescita, ma con l\u2019interazione che si ha con il mondo. &#8220;Venire al mondo&#8220;, infatti si usa dire, cio\u00e8 venire a contatto con altri miliardi &#8211; non tutti, e menomale &#8211; di esseri umani. E quando si interagisce con gli altri, vuoi o non vuoi &#8211; di pi\u00f9 la seconda &#8211; si cambia, perch\u00e9 gli altri sono fonte di ricchezza e anche di povert\u00e0, tra emozioni &#8211; le pi\u00f9 svariate e impensabili -, stress &#8211; il pi\u00f9 delle volte, gioia &#8211; anche se ci si lamenta sempre di non averne mai una, &#8211; sofferenza &#8211; cos\u00ec tanta che la gente pensa di essere nata solo per quella -, e poi, follia, tanta follia che, per\u00f2, quando \u00e8 sana non fa mai male. Scrivo a te perch\u00e9 sono sicura che tu sia l\u2019unica persona che possa comprendere ci\u00f2 che voglio dire. Non so se hai notato in questi ultimi dieci anni, cio\u00e8 da quando sei qui tra noi umani, come siano soliti affrontare la vita queste strane creature che ti circondano. E per tanti anni, tra loro, ci sono stata anche io, fino a quando non sei arrivato tu. All\u2019inizio non sono stata in grado di capirti subito. Sembravi un bambino come tutti gli altri, e invece\u2026 E invece, il tuo essere abilmente diverso mi ha spiazzata. Sai cosa vuol dire essere abilmente diversi in un mondo in cui tutti vogliono distinguersi facendo, comportandosi, vestendosi e parlando tutti alla stessa maniera? Esatto, il paradosso di ogni barzelletta &#8211; esiste? -. C\u2019\u00e8 davvero tanto da ridere, e io sto continuando a farlo, perch\u00e9 a un certo punto ho capito che \u00e8 questo il miglior modo di vivere la vita. Anche io facevo parte di quella massa di gente, ma tu mi hai salvata. Anche io, come mi ha insegnato quella folla l\u00e0 fuori, credevo che tu, il tuo essere diverso, fosse un ostacolo per la mia vita, un limite. \u00abCerto, adesso la tua vita \u00e8 cambiata. Dovrai dedicarti totalmente a lui\u00bb. \u00abSicuramente sei una donna forte!\u00bb. \u00abE come pensi di lavorare? Non sar\u00e0 facile trovare lavoro\u00bb. Sai quante persone mi hanno detto queste cose? 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Dunque, il limite \u00e8 come un recinto, quello dove in genere si riuniscono le pecorelle, anche se in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 simile alle sbarre di una cella di un carcere &#8211; ma tu non hai idea di cosa sia, menomale, e quindi, rimaniamo sul gregge. Ora, mentre il recinto viene costruito dai pastori, i limiti siamo noi esseri umani a costruirli, e ognuno li costruisce per s\u00e9 e, di conseguenza, anche per gli altri. Tutti vogliamo essere liberi, eppure tutti ci chiudiamo nei nostri recinti. Assurdo, vero? In inglese la chiamiamo &#8220;comfort zone&#8220;, una zona in cui ci si sente, appunto, confortati, protetti, lontani da novit\u00e0 che potrebbero sconvolgere l\u2019esistenza. Anche se poi, \u00e8 in quelle novit\u00e0 che si nasconde la libert\u00e0. Ebbene, anche io vivevo in quella zona l\u00ec, una zona grigia e puzzolente, piena di pensieri flaccidi, di emozioni fiacche e ingobbite, credendo che tutto ci\u00f2 che veniva dall\u2019esterno fosse vero. Eh, bimbo mio, non tutto ci\u00f2 che viene dall\u2019esterno corrisponde alla verit\u00e0, anzi, quasi nulla, ma non perch\u00e9 qualcuno abbia deciso di nascondercela &#8211; be\u2019, forse un pochino anche quello -, ma perch\u00e9 ogni essere umano su questo pianeta ha una sua testa e quindi, pensa, pensa e pensa. Smetter\u00e0 mai di farlo? Eh no, mi sa proprio di no, salvo rare eccezioni. E tu sei tra queste. Beato te che non pensi e, bada bene: il fatto di non pensare \u00e8 segno di grande intelligenza. Invece, noi esseri &#8220;non abilmente diversi&#8221;, cosiddetti &#8220;normali&#8221; &#8211; e sul concetto di normalit\u00e0 ci torneremo -, siamo orgogliosi di questa nostra grande capacit\u00e0 di pensare, perch\u00e9 ci permette di riflettere, di trovare soluzioni, di costruire, solo che questa parola \u00e8 cos\u00ec tanto usata e abusata che adesso ha acquisito vari significati. &#8220;Avere dei pensieri&#8220;, non vuol dire pensare, ma vuol dire essere preoccupati. 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