{"id":976,"date":"2024-12-11T13:32:52","date_gmt":"2024-12-11T12:32:52","guid":{"rendered":"https:\/\/laviadellesfumature.it\/?page_id=976"},"modified":"2024-12-11T13:36:12","modified_gmt":"2024-12-11T12:36:12","slug":"corsi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/laviadellesfumature.it\/?page_id=976","title":{"rendered":"CORSI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>DIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Questo corso \u00e8 stato ideato come supporto per i manuali e i corsi di dizione. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di renderti pi\u00f9 semplice lo studio, in particolare la memorizzazione delle regole e delle eccezioni. Tieni presente che ci\u00f2 che deve stare alla base di qualsiasi tipo di studio \u00e8 la motivazione. Ho ideato questo corso perch\u00e9, partendo sia dalla mia esperienza personale, sia da quella come insegnante, la dizione non si studia n\u00e9 si apprende con i metodi \u201cclassici\u201d. I metodi classici richiedono lo studio della teoria, da ripetere al fine di memorizzarla, per poi passare alla pratica. Nella dizione, teoria e pratica vanno di pari passo, soprattutto perch\u00e9, pi\u00f9 che imparare a memoria, e quindi ripetere le regole e le loro eccezioni, dovrai ripetere i nuovi suoni che la tua voce produce, o meglio, dovrai allenare il tuo orecchio ad ascoltare la tua voce che pronuncia suoni diversi rispetto a quelli appresi in precedenza, in modo tale che questi nuovi suoni diventino \u201cfamiliari\u201d al tuo udito. Apprendere la dizione italiana vuol dire rompere gli schemi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Quando si parla di comunicazione ci si riferisce a un rapporto, una relazione: ci sono io, ci sei tu, ci possono essere altri\u2026 insomma, c\u2019\u00e8 reciprocit\u00e0. Che comunichiamo tutti i giorni e in tanti modi \u00e8 un dato di fatto, lo facciamo da quando abbiamo imparato a parlare. E ci siamo riusciti memorizzando ogni giorno di pi\u00f9, i suoni delle persone che ci circondavano. \u00c8 una cosa istintiva, che avviene quasi in maniera naturale. Io parlo, tu parli, egli parla\u2026 parliamo e straparliamo e sparliamo, non \u00e8 cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Bene, quindi, tu parli, l\u2019altro ti capisce. Parli italiano, e l\u2019altro ti capisce, se parla anche lui italiano. E ti capisce anche se parli con la cadenza dialettale della tua citt\u00e0. Quindi, se l\u2019altro ti capisce che ti importa imparare a parlare con la corretta pronuncia italiana? A niente! L\u2019altro mi capisce, punto. Magari, parlo veloce e mi mangio le parole, oppure ci sono alcune consonanti che faccio fatica a pronunciare\u2026 ma comunque l\u2019altro, bene o male, mi capisce. Questo vuol dire accontentarsi. \u201c Chi si accontenta gode\u201d, ma non \u00e8 vero!. Accontentarsi, ci fa restare in una posizione di stasi, di inerzia. Eppure, tutti &#8211; nessuno escluso &#8211; ci offendiamo se ci dicono che siamo pigri, perch\u00e9 tutti abbiamo la naturale tendenza ad allontanare da noi paure, difficolt\u00e0 e anche limiti. Fa parte dell\u2019essere umani voler essere migliori, belli. Abbiamo detto che comunichiamo tutti i giorni e gli altri ci capiscono. E quando comunichi con te, ti capisci? Ne sei sicuro? Parliamo di continuo con noi stessi, senza nemmeno accorgercene. Lo facciamo mentalmente e, alcuni, prendi me, per esempio, anche ad alta voce. Il pensiero \u00e8 costante, continuo, una voce che non smette mai di parlare. Una voce che viene dal tuo istinto, un flusso di coscienza, un fiume in piena, che spesso, anzi, spessissimo non si riesce a controllare, a contenere. Contenere. Il nostro  obiettivo \u00e8 quello di contenere il flusso di pensieri, nel senso di imparare a gestirlo. Si chiama <em>monologo <\/em>parlare senza la presenza di un interlocutore. Non c\u2019\u00e8 nessuno che risponde, ed \u00e8 quello che ci accade quando parliamo con noi stessi. Riempiamo le giornate di monologhi e di film mentali, siamo dei grandi registi, perch\u00e9 ogni parola, come si sa, evoca un\u2019immagine. Quindi grandi registi di film mentali, e trattiamo tutti i generi! Monologo, quindi. Che differenza c\u2019\u00e8 con il dialogo?<\/p>\n\n\n\n<p>Be\u2019 s\u00ec, la presenza di un\u2019altra persona, che risponde a ci\u00f2 che noi affermiamo o domandiamo. Ma per rispondere, occorre\u2026 ascoltare e poi rispondere. Quando noi parliamo con noi stessi, nei nostri monologhi, ci ascoltiamo? Prestiamo attenzione a quello che diciamo nel pensiero mentale o nel pensiero a voce alta? No, quindi manca l\u2019ascolto, l\u2019ascolto di noi stessi, e senza ascolto non possiamo nemmeno darci una risposta, quindi non possiamo interloquire con noi stessi. Oggi esistono tante discipline che ti insegnano ad ascoltare il corpo, a interloquire in vari modi con te stesso, magari sei anche bravo ad ascoltare il cuore, quando devi fare delle scelte. E la tua voce, le tue parole, i suoni che escono dalla tua bocca, li ascolti? Oppure quando premi sul play di un messaggio vocale che hai inviato, subito lo blocchi perch\u00e9 non ti piace ci\u00f2 che senti, ci\u00f2 che ascolti? La voce, la tua voce, non \u00e8 solo timbro. \u201cEh, ma purtroppo non sono nato con un bella voce\u201d. Pu\u00f2 darsi che sembri cos\u00ec, ma nelmondo della voce, si di dice che \u201cnon esistono brutte  voci, solo voci non educate\u201d. Educare la voce \u00e8 quello che puoi fare, allenandola come fai con il corpo, perch\u00e9 non dimenticare che la voce fa parte del tuo corpo, e non solo. \u00c8 ci\u00f2 che unisce il tuo corpo con il tuo pensiero e con la tua essenza. La voce ti caratterizza e \u201cdice\u201d molto su di te. Oggi cerchiamo tutti di raggiungere la migliore versione di noi stessi. E \u201cparlare bene\u201d fa parte di questo percorso. Alleniamo il corpo, alleniamo la mente, alleniamo persino i muscoli facciali, alleniamo le nostre emozioni. Alleniamo tutte le sfumature di cui siamo fatti. Allora perch\u00e9 non allenare anche i suoni che emettiamo quotidianamente? <strong>Questi suoni<\/strong> <strong>esprimono tutto il nostro essere!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come dico sempre io: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Applicando le regole della<\/em> <em>(Ad) Dizione si verifica una Sottrazione di timidezza,<\/em> <em>una Moltiplicazione di autostima, e una con\u2013Divisione di emozioni. Cambiando l\u2019ordine dei fattori<\/em> <em>e degli addendi, il risultato cambia eccome!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, per raggiungere la migliore versione di te stesso, dal punto di vista di voce e dizione, come ho detto, devi trasformare il monologo con te stesso in dialogo, imparando ad ascoltarti. Per pronunciare bene le tue stesse parole, devi imparare ad ascoltarle, ad ascoltare la tua voce. Hai appreso a parlare ascoltando gli altri, le persone che ti circondavano. Ora, \u00e8 arrivato il momento di imparare a parlare \u201cbene\u201d ascoltando te stesso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video height=\"720\" style=\"aspect-ratio: 1280 \/ 720;\" width=\"1280\" controls src=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024-12-11-13.15.09.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p>Per info: laviadellesfumature@gmail.com<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIZIONE Questo corso \u00e8 stato ideato come supporto per i manuali e i corsi di dizione. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di renderti pi\u00f9 semplice lo studio, in particolare la memorizzazione delle regole e delle eccezioni. Tieni presente che ci\u00f2 che deve stare alla base di qualsiasi tipo di studio \u00e8 la motivazione. Ho ideato questo corso perch\u00e9, partendo sia dalla mia esperienza personale, sia da quella come insegnante, la dizione non si studia n\u00e9 si apprende con i metodi \u201cclassici\u201d. I metodi classici richiedono lo studio della teoria, da ripetere al fine di memorizzarla, per poi passare alla pratica. Nella dizione, teoria e pratica vanno di pari passo, soprattutto perch\u00e9, pi\u00f9 che imparare a memoria, e quindi ripetere le regole e le loro eccezioni, dovrai ripetere i nuovi suoni che la tua voce produce, o meglio, dovrai allenare il tuo orecchio ad ascoltare la tua voce che pronuncia suoni diversi rispetto a quelli appresi in precedenza, in modo tale che questi nuovi suoni diventino \u201cfamiliari\u201d al tuo udito. Apprendere la dizione italiana vuol dire rompere gli schemi! Quando si parla di comunicazione ci si riferisce a un rapporto, una relazione: ci sono io, ci sei tu, ci possono essere altri\u2026 insomma, c\u2019\u00e8 reciprocit\u00e0. Che comunichiamo tutti i giorni e in tanti modi \u00e8 un dato di fatto, lo facciamo da quando abbiamo imparato a parlare. E ci siamo riusciti memorizzando ogni giorno di pi\u00f9, i suoni delle persone che ci circondavano. \u00c8 una cosa istintiva, che avviene quasi in maniera naturale. Io parlo, tu parli, egli parla\u2026 parliamo e straparliamo e sparliamo, non \u00e8 cos\u00ec? Bene, quindi, tu parli, l\u2019altro ti capisce. Parli italiano, e l\u2019altro ti capisce, se parla anche lui italiano. E ti capisce anche se parli con la cadenza dialettale della tua citt\u00e0. Quindi, se l\u2019altro ti capisce che ti importa imparare a parlare con la corretta pronuncia italiana? A niente! L\u2019altro mi capisce, punto. Magari, parlo veloce e mi mangio le parole, oppure ci sono alcune consonanti che faccio fatica a pronunciare\u2026 ma comunque l\u2019altro, bene o male, mi capisce. Questo vuol dire accontentarsi. \u201c Chi si accontenta gode\u201d, ma non \u00e8 vero!. Accontentarsi, ci fa restare in una posizione di stasi, di inerzia. Eppure, tutti &#8211; nessuno escluso &#8211; ci offendiamo se ci dicono che siamo pigri, perch\u00e9 tutti abbiamo la naturale tendenza ad allontanare da noi paure, difficolt\u00e0 e anche limiti. Fa parte dell\u2019essere umani voler essere migliori, belli. Abbiamo detto che comunichiamo tutti i giorni e gli altri ci capiscono. E quando comunichi con te, ti capisci? Ne sei sicuro? Parliamo di continuo con noi stessi, senza nemmeno accorgercene. Lo facciamo mentalmente e, alcuni, prendi me, per esempio, anche ad alta voce. Il pensiero \u00e8 costante, continuo, una voce che non smette mai di parlare. Una voce che viene dal tuo istinto, un flusso di coscienza, un fiume in piena, che spesso, anzi, spessissimo non si riesce a controllare, a contenere. Contenere. Il nostro obiettivo \u00e8 quello di contenere il flusso di pensieri, nel senso di imparare a gestirlo. Si chiama monologo parlare senza la presenza di un interlocutore. Non c\u2019\u00e8 nessuno che risponde, ed \u00e8 quello che ci accade quando parliamo con noi stessi. Riempiamo le giornate di monologhi e di film mentali, siamo dei grandi registi, perch\u00e9 ogni parola, come si sa, evoca un\u2019immagine. Quindi grandi registi di film mentali, e trattiamo tutti i generi! Monologo, quindi. Che differenza c\u2019\u00e8 con il dialogo? Be\u2019 s\u00ec, la presenza di un\u2019altra persona, che risponde a ci\u00f2 che noi affermiamo o domandiamo. Ma per rispondere, occorre\u2026 ascoltare e poi rispondere. Quando noi parliamo con noi stessi, nei nostri monologhi, ci ascoltiamo? Prestiamo attenzione a quello che diciamo nel pensiero mentale o nel pensiero a voce alta? No, quindi manca l\u2019ascolto, l\u2019ascolto di noi stessi, e senza ascolto non possiamo nemmeno darci una risposta, quindi non possiamo interloquire con noi stessi. Oggi esistono tante discipline che ti insegnano ad ascoltare il corpo, a interloquire in vari modi con te stesso, magari sei anche bravo ad ascoltare il cuore, quando devi fare delle scelte. E la tua voce, le tue parole, i suoni che escono dalla tua bocca, li ascolti? Oppure quando premi sul play di un messaggio vocale che hai inviato, subito lo blocchi perch\u00e9 non ti piace ci\u00f2 che senti, ci\u00f2 che ascolti? La voce, la tua voce, non \u00e8 solo timbro. \u201cEh, ma purtroppo non sono nato con un bella voce\u201d. Pu\u00f2 darsi che sembri cos\u00ec, ma nelmondo della voce, si di dice che \u201cnon esistono brutte voci, solo voci non educate\u201d. Educare la voce \u00e8 quello che puoi fare, allenandola come fai con il corpo, perch\u00e9 non dimenticare che la voce fa parte del tuo corpo, e non solo. \u00c8 ci\u00f2 che unisce il tuo corpo con il tuo pensiero e con la tua essenza. La voce ti caratterizza e \u201cdice\u201d molto su di te. Oggi cerchiamo tutti di raggiungere la migliore versione di noi stessi. E \u201cparlare bene\u201d fa parte di questo percorso. Alleniamo il corpo, alleniamo la mente, alleniamo persino i muscoli facciali, alleniamo le nostre emozioni. Alleniamo tutte le sfumature di cui siamo fatti. Allora perch\u00e9 non allenare anche i suoni che emettiamo quotidianamente? Questi suoni esprimono tutto il nostro essere! Come dico sempre io: \u201cApplicando le regole della (Ad) Dizione si verifica una Sottrazione di timidezza, una Moltiplicazione di autostima, e una con\u2013Divisione di emozioni. Cambiando l\u2019ordine dei fattori e degli addendi, il risultato cambia eccome!\u201d Dunque, per raggiungere la migliore versione di te stesso, dal punto di vista di voce e dizione, come ho detto, devi trasformare il monologo con te stesso in dialogo, imparando ad ascoltarti. Per pronunciare bene le tue stesse parole, devi imparare ad ascoltarle, ad ascoltare la tua voce. 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