{"id":878,"date":"2024-03-23T06:39:52","date_gmt":"2024-03-23T05:39:52","guid":{"rendered":"https:\/\/laviadellesfumature.it\/?page_id=878"},"modified":"2025-03-17T13:23:20","modified_gmt":"2025-03-17T12:23:20","slug":"chi-ero-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/laviadellesfumature.it\/?page_id=878","title":{"rendered":"CHI \u00c8 NAILA CARLISI VITA"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CHI ERO<\/strong>&#8230; <\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chi-ero.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p>Ero una donna triste, frustrata, delusa, vittima, prigioniera. S\u00ec lo ero, ma le mie erano anche scuse. Cio\u00e8 le mie verit\u00e0 erano diventate scuse, giustificazioni per restare dov&#8217;ero. Ferma, immobile, mentre la vita scorreva e si divertiva a fare di me ci\u00f2 che voleva. La Vita,&nbsp; questa creatura malvagia che ci fa del male&#8230; &#8220;Cos\u00ec \u00e8 la vita!&#8221;, dicevo. Ma cos\u00ec come?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E poi? E poi sono diventata mamma, mamma di un bambino che non parla, e che la societ\u00e0 &#8220;normale&#8221; definisce &#8220;speciale&#8221;. Ed ecco che sono diventata una <strong><em>caregiver, <\/em><\/strong>cio\u00e8 colei che assiste un disabile. Da quel momento la mia mente ha cominciato a riempirmi di pensieri che mi stavano portando\u2026 sai dove? Verso il fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fondo, non so se ce l\u2019hai presente. L\u2019hai mai toccato? S\u00ec, tutti ne abbiamo toccato uno. Be\u2019 ti racconto la mia esperienza di fondo. Io avevo focalizzato tutta la mia attenzione su ci\u00f2 che non andava in mio figlio, su ci\u00f2 che mio figlio non sapeva fare, e su ci\u00f2 che non funzionava in lui. \u201cLui non sa parlare, lui non sa giocare come giocano gli altri,\u201d \u201cNon si sa vestire da solo\u201d, \u201cNon capisce molte cose\u201d\u2026 Insomma, un <em>Non<\/em> costante che mi ha fatto toccare il fondo. In fondo, se ci pensiamo bene, il fondo \u00e8 fatto di <em>Non<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, questo fondo non era liscio, viscido e freddo, come me l\u2019ero immaginato, ma caldo, ruvido e asciutto. Una sensazione quasi piacevole al tatto, devo dire. Ora, l\u00ec sotto, nel fondo, c\u2019erano delle cose. All\u2019inizio erano delle cose indefinite che si muovevano. L\u00ec per l\u00ec, mi sono spaventata e ho indietreggiato. Poi per\u00f2 ho guardato bene\u2026 no, niente, rimanevano sempre indefinite, perch\u00e9 laggi\u00f9 nel fondo c\u2019\u00e8 una costante penombra. Queste cose erano senza forma, cio\u00e8, ce l\u2019avevano una forma, solo che era\u2026 deforme. Erano molliccie e impolverate.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, una cosa strana, facevano luce. Vabb\u00e8, chiamarla luce forse \u00e8 un po\u2019 troppo. Barlume? Queste cose deformi, leggermente luminose e piene di polvere sembravano dei palloncini di elio acquistati quattro giorni prima. Fluttuavano a due centimetri dal suolo, il suolo che in fondo \u00e8 il fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, dopo aver toccato il fondo ed esserci rimasta seduta sopra per un bel po\u2019, ho deciso di far leva sulle braccia e di darmi una bella spinta. Non avete idea di cosa sia accaduto dopo! Ho cominciato a salire su, a volare in alto, sembravo Mary Poppins senza ombrello, o Superman senza la tuta \u2013 ehm, no, Superman senza tuta, no\u2026 \u2013 vabb\u00e9, ci siamo capiti\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>insomma volavo, e quelle cose barlumose e sgonfie volavano su con me. Mentre salivano, la polvere che le ricopriva scivolava via e quel barlume \u00e8 diventato\u2026 un bar\u2026 una baraonda di luce. Allora ho capito: queste cose, non erano cose, erano le mie emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima, quando stavano sul fondo, erano proprio <em>emo<\/em>, tutte nere, col muso lungo, poi quando sono salite su e hanno iniziato a fare luce si sono trasformate in\u2026 <em>zioni<\/em>. Questo per dire che non ci sono emozioni negative o positive, ma solo emozioni, sono la stessa cosa. Solo che quando l\u2019emozione sta gi\u00f9 e si sente depressa, \u00e8 pi\u00f9 <em>emo<\/em>, quando invece sta su ed \u00e8 felice \u00e8 <em>zione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando arrivi in alto tutto cambia. \u00c8 come cavalcare un drone, cambia tutta la prospettiva. Se prima ogni cosa dal basso mi sembrava gigantesca e insormontabile, dall\u2019alto tutto si ridimensiona, si rimpicciolisce fino a\u2026 sparire. Dall\u2019alto, quella situazione che avevo vissuto fino a quel momento, non era che una cosa minuscola che potevo afferrare e stringere in un pugno. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 l\u00ec che ho anche cambiato linguaggio, s\u00ec, il mio modo di parlare. Ho cominciato a usare parole diverse, e ne ho anche inventate di nuove. Allora ho dato un nome diverso alla disabilit\u00e0 di mio figlio, e l\u2019ho ribattezzata come <em>abilitadis<\/em>, l\u2019arte di essere abilmente diversi. Lui \u00e8 abilmente diverso, e lo sono anche io. In realt\u00e0 lo siamo tutti. Tutti vogliamo distinguerci gli uni dagli altri, tutti vogliamo essere diversi. Ma siamo davvero cos\u00ec abili nell\u2019essere diversi? Io s\u00ec, ma solo perch\u00e9 l\u2019ho imparato da mio figlio, e voglio essere ogni giorno sempre pi\u00f9 diversa, ogni istante, e lo faccio rompendo gli schemi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>&#8230; E CHI SONO<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chi-sono-1.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"585\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-585x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-888\" style=\"width:171px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-585x1024.jpg 585w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-171x300.jpg 171w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-768x1344.jpg 768w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-878x1536.jpg 878w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-1170x2048.jpg 1170w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-1140x1995.jpg 1140w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_20231105_102708_0112-scaled.jpg 1463w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La sottile arte di rompere gli schemi, dunque. Eh s\u00ec, per me ogni cosa \u00e8 un\u2019arte. E dunque, alla luce di tutto ci\u00f2, chi sono io oggi, qui e ora? Sono tante cose: per esempio, sono una Life Coc\u2026 Coccige. Sai dove si trova il coccige, vero? Quindi saprai anche che c&#8217;\u00e8 del sacro in questo. Sono una Life Coccige nel senso che aiuto gli altri a non farsi prendere per il c&#8230;lo dalla propria mente. Cosa non semplice, perch\u00e9 la mente sembra saperne sempre una pi\u00f9 di te.<\/p>\n\n\n\n<p>E la mia ne sapeva tante, ma ho imparato a tenerla a bada e cos\u00ec sono diventata la badante della mia mente. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, sono una Flow trainer. Letteralmente Flow trainer significa \u201callenatrice del flusso\u201d, cio\u00e8 alleno me stessa e gli altri al flusso del benessere, anzi, alleno a Benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 per me \u201cbenessere\u201d non \u00e8 un sostantivo, ma un verbo \u2013 la sottile arte di rompere gli schemi, ricordi? E cos\u00ec ho rotto lo schema della grammatica -. Mentre il sostantivo \u201csosta\u201d, il verbo agisce, \u00e8 azione, movimento, \u00e8 un fare.  (<a href=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/\" data-type=\"page\" data-id=\"56\">HOME \u2013 LA VIA DELLE SFUMATURE<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Forse potrei riassumermi in unica parola: Divergent Heartist, un\u2019artista dal cuore divergente che si diverte a giocare con le parole \u2013 l\u2019avrai notato. Be\u2019, a dirla tutta, anche loro, le parole, si divertono a giocare con me. Che posso farci? Da quando ho acquisito la consapevolezza di essere abilmente diversa, sono diventata \u201cun\u2019impicciona del bello\u201d: adoro addentrarmi nella realt\u00e0, la mia e quella degli altri, filosofeggiarci un po\u2019 su, catturarne il bello, modificarla a modo mio, per poi ridonarla al mondo con qualche scintillio in pi\u00f9. \u00c8 per questo che amo scrivere, ed \u00e8 anche per questo che amo leggere. O \u00e8 al contrario? Scrivo perch\u00e9 leggo, o leggo perch\u00e9 scrivo? Sembra il dilemma dell\u2019uovo e della gallina\u2026 Sai che ti dico? Per me una cosa nasce dall\u2019altra, in un cerchio infinito di meraviglie. E spesso succede che mi azzardo anche a viverle le parole che leggo, per poi scrivere ci\u00f2 che vivo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTutto ci\u00f2 che accade, tu lo scrivi\u201d, disse l\u2019Infanta Imperatrice.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTutto ci\u00f2 che io scrivo accade\u201d, fu la risposta del Vecchio della Montagna Vagante (da La storia Infinita).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ripeti a te stesso: <em>Rompi gli schemi, rompi gli schemi, rompi gli schemi\u2026 \u00c8 vero, la frase \u00e8 sempre la stessa. \u00c8 vero \u2014 ed \u00e8 il colmo \u2014 rischi persino di essere ripetitivo, proprio come in uno schema. Ma la realt\u00e0 che crei quando metti in pratica questa frase, \u00e8 ogni volta sorprendentemente diversa.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"432\" src=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20240323_070135-1024x432.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-890\" style=\"width:405px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20240323_070135-1024x432.jpg 1024w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20240323_070135-300x127.jpg 300w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20240323_070135-768x324.jpg 768w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20240323_070135-1140x481.jpg 1140w, https:\/\/laviadellesfumature.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20240323_070135.jpg 1227w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sfumature di Naila<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHI ERO&#8230; Ero una donna triste, frustrata, delusa, vittima, prigioniera. S\u00ec lo ero, ma le mie erano anche scuse. Cio\u00e8 le mie verit\u00e0 erano diventate scuse, giustificazioni per restare dov&#8217;ero. Ferma, immobile, mentre la vita scorreva e si divertiva a fare di me ci\u00f2 che voleva. La Vita,&nbsp; questa creatura malvagia che ci fa del male&#8230; &#8220;Cos\u00ec \u00e8 la vita!&#8221;, dicevo. Ma cos\u00ec come?&nbsp; E poi? E poi sono diventata mamma, mamma di un bambino che non parla, e che la societ\u00e0 &#8220;normale&#8221; definisce &#8220;speciale&#8221;. Ed ecco che sono diventata una caregiver, cio\u00e8 colei che assiste un disabile. Da quel momento la mia mente ha cominciato a riempirmi di pensieri che mi stavano portando\u2026 sai dove? Verso il fondo. Il fondo, non so se ce l\u2019hai presente. L\u2019hai mai toccato? S\u00ec, tutti ne abbiamo toccato uno. Be\u2019 ti racconto la mia esperienza di fondo. Io avevo focalizzato tutta la mia attenzione su ci\u00f2 che non andava in mio figlio, su ci\u00f2 che mio figlio non sapeva fare, e su ci\u00f2 che non funzionava in lui. \u201cLui non sa parlare, lui non sa giocare come giocano gli altri,\u201d \u201cNon si sa vestire da solo\u201d, \u201cNon capisce molte cose\u201d\u2026 Insomma, un Non costante che mi ha fatto toccare il fondo. In fondo, se ci pensiamo bene, il fondo \u00e8 fatto di Non. Eppure, questo fondo non era liscio, viscido e freddo, come me l\u2019ero immaginato, ma caldo, ruvido e asciutto. Una sensazione quasi piacevole al tatto, devo dire. Ora, l\u00ec sotto, nel fondo, c\u2019erano delle cose. All\u2019inizio erano delle cose indefinite che si muovevano. L\u00ec per l\u00ec, mi sono spaventata e ho indietreggiato. Poi per\u00f2 ho guardato bene\u2026 no, niente, rimanevano sempre indefinite, perch\u00e9 laggi\u00f9 nel fondo c\u2019\u00e8 una costante penombra. 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Mentre salivano, la polvere che le ricopriva scivolava via e quel barlume \u00e8 diventato\u2026 un bar\u2026 una baraonda di luce. Allora ho capito: queste cose, non erano cose, erano le mie emozioni. Prima, quando stavano sul fondo, erano proprio emo, tutte nere, col muso lungo, poi quando sono salite su e hanno iniziato a fare luce si sono trasformate in\u2026 zioni. Questo per dire che non ci sono emozioni negative o positive, ma solo emozioni, sono la stessa cosa. Solo che quando l\u2019emozione sta gi\u00f9 e si sente depressa, \u00e8 pi\u00f9 emo, quando invece sta su ed \u00e8 felice \u00e8 zione. E quando arrivi in alto tutto cambia. \u00c8 come cavalcare un drone, cambia tutta la prospettiva. Se prima ogni cosa dal basso mi sembrava gigantesca e insormontabile, dall\u2019alto tutto si ridimensiona, si rimpicciolisce fino a\u2026 sparire. Dall\u2019alto, quella situazione che avevo vissuto fino a quel momento, non era che una cosa minuscola che potevo afferrare e stringere in un pugno. Ed \u00e8 l\u00ec che ho anche cambiato linguaggio, s\u00ec, il mio modo di parlare. Ho cominciato a usare parole diverse, e ne ho anche inventate di nuove. Allora ho dato un nome diverso alla disabilit\u00e0 di mio figlio, e l\u2019ho ribattezzata come abilitadis, l\u2019arte di essere abilmente diversi. Lui \u00e8 abilmente diverso, e lo sono anche io. In realt\u00e0 lo siamo tutti. Tutti vogliamo distinguerci gli uni dagli altri, tutti vogliamo essere diversi. Ma siamo davvero cos\u00ec abili nell\u2019essere diversi? Io s\u00ec, ma solo perch\u00e9 l\u2019ho imparato da mio figlio, e voglio essere ogni giorno sempre pi\u00f9 diversa, ogni istante, e lo faccio rompendo gli schemi. &#8230; E CHI SONO La sottile arte di rompere gli schemi, dunque. Eh s\u00ec, per me ogni cosa \u00e8 un\u2019arte. E dunque, alla luce di tutto ci\u00f2, chi sono io oggi, qui e ora? Sono tante cose: per esempio, sono una Life Coc\u2026 Coccige. Sai dove si trova il coccige, vero? Quindi saprai anche che c&#8217;\u00e8 del sacro in questo. Sono una Life Coccige nel senso che aiuto gli altri a non farsi prendere per il c&#8230;lo dalla propria mente. Cosa non semplice, perch\u00e9 la mente sembra saperne sempre una pi\u00f9 di te. E la mia ne sapeva tante, ma ho imparato a tenerla a bada e cos\u00ec sono diventata la badante della mia mente. Poi, sono una Flow trainer. Letteralmente Flow trainer significa \u201callenatrice del flusso\u201d, cio\u00e8 alleno me stessa e gli altri al flusso del benessere, anzi, alleno a Benessere. S\u00ec, perch\u00e9 per me \u201cbenessere\u201d non \u00e8 un sostantivo, ma un verbo \u2013 la sottile arte di rompere gli schemi, ricordi? E cos\u00ec ho rotto lo schema della grammatica -. 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